“To Leave Something Behind” – 2017, Settembre – XXI Sec.

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  SEAN ROWE’S DRAMATIC TRACK “TO LEAVE SOMETHING BEHIND” HAS 
FOUND A WELL DESERVED NEW LIFE AND SIGNIFICANTLY LARGER AUDIENCE
 CARE OF 'THE ACCOUNTANT', THE NEW FILM STARRING BEN AFFLECK.

 

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CONVERSAZIONI TRA UN BIPOLARE E LA SUA AGOPUNTRICE.

MARIA CLAUDIA.

Maria Claudia, la mia psicoterapeuta, MC, mi seguiva ormai da un anno.

[Vedi MARIA CLAUDIA – 2016.09.20 – XXI]

Oggi, 6 settembre 2017, la rivedevo dopo il periodo di vacanza. Tante cose da raccontare.

Alla fine i buoni propositi.

F –  L’ NHT è finita da un mese, e posso farne a meno anche per un altro.

MC – Bravo !

Dopo pochi minuti, una volta uscito, ricevo un messaggio da A.

A – Ciao, tutto ok ?

F – Si tutto ok. che fai ?

A – Mi hanno portato l’ NHT. Vuoi passare ?

F – Domani.

A – Non ci riesci oggi ?

F – Ok, tra mezz’ora sono lì.

Alla faccia dei buoni propositi.

La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. (Karl Marx, 1818-1883)

STANZE D’ UFFICIO – I – CAMBIO DI DESTINAZIONE

2017 – 09 – 07

Andiamo per gradi. Il 7 settembre M, il mio responsabile, aggiornava l’ assegnazione del personale nelle nuove stanze di via Cesare Balbo, 16.

M – Buongiorno. Ringrazio A (Andrea) per l’aiuto e le varie informazioni per il nostro trasloco.
Prendete quanto in allegato perché quello mandato da A era una versione precedente. Saluti.

Una nuova disposizione per me inaccettabile. Si chiedeva di spostarmi con altri 2 colleghi in una stanza dove erano in 2, e viceversa.

F – Cara M, è difficile accettare questa nuova revisione senza motivazione. La stanza 20 è di dimensione minima per la sistemazione di 3 scrivanie costantemente impegnate, senza contare il mio livello. Se le colleghe della stanza 21 hanno motivi gravi, non ho nulla in contrario al cambiamento. Altrimenti intendo pacifica la sistemazione nella stanza inizialmente prevista.

M – Buonasera F. Tutte le stanze hanno la sistemazione da 3 e comunque la dislocazione effettuata tiene conto delle necessarie esigenze di lavoro comune con altre stanze contigue e di armadi che dovranno essere ubicati in relazione alle esigenze lavorative. Lascerei da parte questioni di livello visto che ci sono altre situazioni simili. Pertanto ritengo che la nuova dislocazione inviata sia quella finale.

F – Gentilissima M, parli di esigenze, ma evidentemente non hai tenuto conto delle mie. Ho chiesto cortesemente la motivazione ma non ne ricevo nella tua. Sono sempre disponibile a comunicartele, se vuoi in presenza del Direttore. Rimane fino ad allora per me sempre pacifico il trasferimento alla stanza 20.

IL BIPOLARE

2017 – 09 – 08

Frequentavo Rossella, la mia agopuntrice, R, dall’inizio dell’ anno.

F – Sto iniziando a capire. Concentrare l’idea fastidiosa in una piccola noce del cervello, liberando il resto ai pensieri delle cose che ti piacciono.

R – Bene. Punta sulle cose che ti piacciono.

F – Il problema è che non so cosa mi piace. Che so, sì, i viaggi, la musica.

R – Pensa a qualcosa di presente.

F – Forse il lavoro. Anche se al tempo stesso è causa, purtroppo in questo periodo, di fastidi.

R – Che genere di fastidi ?

F – Della stupidità umana.

R – L’hai presa alla larga ! Comunque non è così.

F – Cosa ?

R – La cosa della noce.

La stupidità, di cui, era un caso di sopruso patito sul lavoro. Al limite del mobbing.

Espresso espresso

2017 – 09 – 09 AM

Così disse F pochi attimi prima che Rosy mi portasse in un batter d’occhio il caffè, al tavolo, fuori dal Bar Lei.

F – Un modo per dire “caffè servito con prontezza”. Che splendore l’italiano. Espresso come sostantivo, “il caffè”, e come aggettivo, “rapido, veloce”.

Se poi aggiunguiamo l’altro significato come sostantivo, “il treno”, e quello come participio passato di “esprimere”, verrebbe una bella cantilena: “Ho espresso il desiderio di un espresso, espresso, sull’ Espresso….. Per Istanbul 🙂 “.

Senza dimenticare che a noi italiani tutti è noto che il caffè va gustato secondo la Regola delle 3 C : “caldo, carico, comodo”. Se dovessi dirlo in inglese la perderei: warm, heavy, comfortable.

Fuggendo e Pregando. La mia amica Maria Grazia, MG, mi dice che a Napoli c’è anche un altro modo di dire, fujend’ e pregann’, per intendere che deve essere rapido, per l’appunto espresso, e bevuto in tazza bollente, da ustionarsi le labbra. Il pregando quindi si riferisce alle imprecazioni ! 🙂

F – Bene, ottimo, tornerò per parlare di mosaici di vetro 🙂

R – E che vuol dire ?

F – Lo so, é in embrione. Rosy ama l’arte pittorica, i colori. Allora si parlava di questo, fino a giungere ai mosaici di vetro.

R – Capito.

BEAU GESTE

2017 – 09 – 09 PM

Sono appena passato da R per lasciare la mia scorta di neuro-stimolatori. Per continuare l’esperimento, che iniziava finalmente a dare i suoi frutti.

Produrre gli effetti lavorando sul cervello. Sui percorsi neurali. E sulla parola come strumento di cura. Questo punto mi rimaneva oscuro, ma era la prima volta che ne faceva menzione.

Comunque un bel successo. Avevo applicato la prima regola, l’ attivarsi fisicamente. Uscita alle 11 per una piccola spesa. 11.30 già da R per la consegna.

R – Ok, allora ci vediamo tra due settimane, ok. Sono contenta anch’io. Comunque non intendevo dire quello.

F – Cosa ?

R – La cosa del cervello e le parole.

MARIA CLAUDIA – II – NHT

2017 – 09 – 13

Oggi l’incontro è caduto ad uno sola settimana dal precedente, a differenza delle consuete due.

….

STANZE D’ UFFICIO – II – IL PRIMO GIORNO

2017 – 09 – 18 AM

Oggi, lunedì, era il primo giorno. La mia nuova stanza. Voglia di scoprire. Ma con un piccolo brivido di rodimento.

Il buon giorno me lo diede il maldestro tentativo di raggiungere il 2. piano. Giungevo infatti fino al 4, per ridiscendere inesorabilmente al -1. Era destino. Dovevo andare, senza esitar oltre, al bar.
Bene.

F – Una spremuta d’arancia,

B – No.

F – Un succo.

Avevo bisogno di arrotare i denti. Finalmente arrivo. Volevo svenire. Poi, piano piano, ho ripreso i sensi.

Anche A e T non erano contenti.

& – Grrrr.

Il caso volle che I si affacciasse da MG, e vedendo T, le chiese:

I – Aa tte dove ti hannnoo messooo° ?!?

T – Dove dovevi andare tu (cit.) 🙂 🙂 🙂

STANZE D’ UFFICIO – III – REAZIONE

2017 – 09 – 18   PM

Dopo aver posto il problema al Consigliere di Fiducia, esperto esterno incaricato dall’ Istituto per la salvaguardia dei dipendenti da casi di sopruso, etc., il 14 settembre, ricevo alle 21:32 questo messaggio …

M – Buonasera F. Ci siamo incrociati sempre che andavo per due… Io sto partendo in missione e sto fuori tutta la settimana. Vorrei incontrarti per parlarti. Ti andrebbe bene il 27 alle 10 oppure il 26 (ma mi devono confermare un appuntamento e quindi non so se la mattina o il pomeriggio? Ciao

F – Cara M, il 27 no. Il 26 quando vuoi. Grazie ciao

M – Buongiorno. Si potrebbe fare il 26. Ti propongo alle 12. Saluti

F – Ok.

Mezzogiorno. Mezzogiorno di fuoco. 🙂

Per un pugno di dollari – For A Few Dollars More (Ennio Moricone)

 

STANZE D’ UFFICIO – IV – SPARRING PARTNER

20170- 09 – 20   Santi Martiri Coreani (103)

Mi confrontavo spesso con la mia cara collega Lara, L.

F – Cara, pensavo alla nostra ultima telefonata. Secondo te, a cosa dovrei puntare come obiettivo? Essere comunque spostato nella stanza più grande ?

L – Direi di avere una stanza adeguata al tuo livello ! La signora in questione dove e COME è collocata ??? Almeno come lei devi stare ! Scommetto che, o sta da sola o al massimo ha un* collega. E come lei devi stare. E te la scegli tu la collocazione. Mi pare il minimo !!! Sennò che ti sei mosso a fare ?  Rischi di passare solo per uno strarompi senza ottenere nulla… no no no !

F – Ci sei lunedì 25 a Balbo? Mi fai da sparring partner 🙂
L – Ahahah. Se arrivo, arrivo tardissimo…

BIG BIRTHDAY IN NAPLES

2017 (or 2019 ?:) – 09 – 21

S4

F – Che carine 🙂

Ki – Thanks for everything. You are an awesome person. Paolo is so lucky to have you as a friend for so many years… keep in touch

F – You are so nice 🙂

STANZE D’ UFFICIO – V – WIN WIN

2017 – 09 – 22

F – Che dici a papà, a che obiettivo punto nell’incontro di martedì [26 settembre 2017. ndr].

G – O l’ ipotesi iniziale, altrimenti perchè l’avresti fatto. O nella piccola, ma solo se in due.

F – Grande papà. Disporre di, e proporre, sempre due chance. Per l’ avversario una peggiore dell’ altra. Ahahahahah. Grande G.

Win Win non per intendere che vince sia l’uno che l’altro, ma che tu vinci la mano comunque !!! 🙂

MEDIA EDUCATION – I

2017 – 09 – 23    San Padre Pio

1 – FILE SHARING

Il metodo della lettera rubata, di Edgar Allan Poe.

La lettera rubata (The Purloined Letter) è il terzo racconto
poliziesco scritto da Edgar Allan Poe avente come protagonista
l'investigatore improvvisato Auguste Dupin.

."... interviene Dupin che intuisce come il nascondiglio del 
documento non debba essere cercato nei luoghi normalmente 
deputati a tale funzione. Egli trova infatti la lettera, 
opportunamente mimetizzata, in un luogo visibile a tutti
proprio nello studio dove il ministro riceve i visitatori 
e con uno stratagemma se ne impadronisce, risolvendo così
il caso e ricevendo dal prefetto una generosa ricompensa,
ammontante a 50.000 franchi."

Il metodo migliore per conservare, ed alla bisogna condividere, informazioni (dati e documenti), è quello di pubblicarli su un sito in internet.

Potrà sembrare paradossale, ma è proprio così.

Un mio amico un giorno mi disse di essere stato oggetto di un malware, che aveva acceduto al suo Dropbox. Una cosa analoga era avvenuta a me, con accesso a Google Drive.

Allora si parlava del modo più sicuro per conservare informazioni.

A – Ho deciso di lasciarli sul computer.

F – Beh, anche così è pericoloso. Io direi meglio un disco rimovibile.

A – Sì. Ma potresti perderlo.

F – Già.

E oggi, scrivendo queste note, ho pensato: “un sito web !”.

E mi è tornata a mente la vicenza della lettera rubata, narrata da Edgar Allan Poe.

Ad esempio, se vuoi ricordare un link, lo pubblichi. Io uso fare così con Facebook, con privacy solo io. Ma sul tuo sito è più semplice ritrovarlo !

Ad esempio c’è un sito di programmazione tv, tramite il quale, modificando la data nell’ URL, raggiungo qualsiasi giornata. Vi assicuro, è l’unico modo.

http://www.programmi-tv.com/digitale-terrestre-free/2017-09-01#!

Al limite anche una password, opportunamente criptata. Il modo più semplice indicando l’iniziale ed il modo di criptazione.

………

FASCISMO 4.0 – II

2017 -09 – 23

Sentita ora al GR1: “Di Maio incoronato a Rimini.”
Siamo passati dal Fascismo 4.0 al Sacro Romano Impero 4.0.

SAVIANO - 5S - REPUBBLICA - 2017 SET 22
di Roberto Saviano         La Repubblica, 2017 settembre 23            San Padre Pio

“QUALCHE giorno fa, fuori tempo massimo e senza averne i requisiti, mi sono candidato attraverso un post sulla mia pagina Facebook alla guida del Movimento 5 Stelle. Le reazioni sono state le più disparate, ma la cosa che mi ha davvero impressionato sono stati gli ultrà del Movimento che hanno commentato il mio post.

Nessuno – e dico nessuno – ha sollevato obiezioni di natura politica. La maggior parte mi scriveva che non potevo candidarmi “perché non avevo i requisiti”. Incredibile, i sostenitori di un movimento che ha cambiato continuamente le regole cardinali della propria struttura, senza fare autocritica e senza fornire spiegazioni (conseguenti magari all’inevitabile incontro/scontro con la realtà), si aggrappavano ai requisiti e alla loro mancanza.

Quindi il paradosso: da un lato una inflessibilità di facciata che sa di indottrinamento, dall’altro una fisiologica “flessibilità” sulle regole, diretta conseguenza dell’assenza di uno Statuto che abbia alla base valori politici. E questa assenza, nonostante i sondaggi, sta divorando il Movimento dal suo interno. Qui non si tratta di comporre requiem perché è evidente che quel partito noto a tutti con il nome di M5S gode di ottima salute. Mi sto solo interrogando su questo: cosa è rimasto del Movimento 5 Stelle nel Movimento 5 Stelle?

Quando penso alle prossime elezioni politiche mi viene in mente un detto che suona più o meno così: “Vediamo di che morte dobbiamo morire”. E a “morire” non saremo solo noi, a “morire” sarà soprattutto quell’idea di politica nuova, che in teoria nulla ha a che vedere con compromessi e alleanze di necessità. Eh sì, perché anche il M5S, se vorrà governare, dovrà invece scendere a patti.

Qualche giorno fa si è celebrato l’anniversario del primo V-day. Ricordo solo una cosa di quella giornata e delle analisi che la seguirono: le persone in piazza appartenevano alla classe media, con un buon livello di istruzione. Erano giovani, ma non giovanissimi. Erano tutti outsider, persone in gamba, sfiancate da anni di berlusconismo e da una opposizione incapace di rappresentare quel malessere. Erano persone che non riuscivano più a votare, che non pensavano neanche lontanamente di fare politica, perché a scoraggiarli erano i ras e capetti locali, rimasti a presidiare quello che restava della partecipazione politica.

C’era la parte migliore del Paese in piazza a Bologna nel 2007? Non lo so, ed è inutile stabilirlo oggi. Quel che è certo è che, a distanza di dieci anni, la fiammata iniziale si è spenta per lasciare spazio ad altro. A molto altro, in verità, perché se arrivi al 30% dei consensi, allarghi la base elettorale in maniera esponenziale e, forse, non sei più in grado di riconoscere le categorie – sociali, economiche, generazionali – delle quali sei rappresentativo. Sono però abbastanza certo che chi aveva provato entusiasmo per le parole d’ordine di democrazia dal basso, orizzontale, di lotta alle vecchie dinamiche di partito è scappato da tempo dal Movimento per rifugiarsi ancora una volta nel non voto, per coltivare il proprio privato alla ricerca di una felicità individuale.

Gianroberto Casaleggio era un consulente. Al momento del V-day, la Casaleggio Associati non si occupava solo di gestire il blog di Beppe Grillo, ma anche della comunicazione politica e delle strategie di partito per Antonio Di Pietro. La candidatura di Luigi de Magistris nell’Italia dei Valori alle Europee fu una sua idea. Casaleggio era anche socio, assieme a Beppe Grillo, con il commercialista Enrico Nadasi e Enrico Grillo, nipote di Beppe, dell’associazione Movimento 5 Stelle, proprietaria del simbolo del Movimento, un elemento cruciale. Pensiamo a come gli eredi della Democrazia Cristiana hanno battagliato negli anni per la proprietà del simbolo (che poi, dopo Tangentopoli, non aveva tutto questo appeal); o a Marco Pannella, che donò il simbolo del “Sole che Ride” al movimento ambientalista. Cosa comporta la proprietà del simbolo? Che, pena l’espulsione, nessuno all’interno del Movimento può prendere decisioni in autonomia e che la proprietà del simbolo decide la linea del Movimento in maniera insindacabile. Grillo è garante e chiede fiducia per sé e per le proprie decisioni: allora chi viene eletto nel Movimento che ruolo ha? E ancora: chi decide l’idoneità di una candidatura anche dopo il cosiddetto voto popolare attraverso la piattaforma Rousseau di proprietà di Davide Casaleggio? La parola finale spetta sempre ai garanti, in barba al voto orizzontale, all’uno vale uno. Ma come mai, viene da chiedersi, Grillo e Casaleggio junior dell’organizzazione che loro stessi hanno dato al Movimento non si fidano più? Perché dove manca una caratterizzazione politica può entrare di tutto. Il vuoto può essere riempito da qualunque cosa. Faccio un esempio che ciascuno può comprendere. L’unica significativa esperienza di governo del Movimento 5 Stelle dalla sua fondazione è l’amministrazione capitolina, ed è un caso di scuola di infiltrazione e quindi di commissariamento (della sindaca Raggi) da parte della associazione che gestisce il simbolo. Raggi non decide nulla, poiché per i vertici del Movimento è diretta emanazione di altri ambienti politici: questa è la realtà dei fatti, ed è grave per una città tanto grande quanto i suoi problemi giustificare la catastrofe con l’eredità del passato. È evidente il peso della devastazione precedente, ma allora che senso ha avuto proporsi come alternativa di governo?

Ma veniamo al punto cruciale di questa mia riflessione che dimostra come la condizione attuale del M5S, al di là delle mistificazioni di facciata, sia sul piano del metodo e della pratica politica in perfetta continuità con quanto l’Italia ha vissuto negli ultimi decenni. Silvio Berlusconi dal nulla fondò un partito politico che alle europee del 1994 veleggiava al 30% e lo fece utilizzando la sua struttura aziendale: il partito personale, il partito azienda. Il Movimento 5 Stelle oggi è una evoluzione di quella patologia, perché al di là dei proclami sulla politica dal basso e sull’assenza di personalismi, è il primo caso di un’entità politica gestita da associazioni riconducibili a singoli e da srl che pretendono fiducia incondizionata. Il caso Cassimatis lo conferma.

I leader del Movimento, quelli che hanno consolidato la propria immagine nel corso di questi anni, non sono che figuranti destinati a diventare figurine qualora dovessero accettare il vincolo di mandato che, al di là delle motivazioni di facciata, e cioè di preservare la fedeltà nei confronti degli elettori, genererebbe un mostro: il controllo da parte di associazioni e di srl riconducibili a Beppe Grillo e a Davide Casaleggio di istituzioni pubbliche. A proposito, vado interrogandomi da qualche giorno su una questione: ma quando, tra cento anni, Davide Casaleggio e Beppe Grillo decideranno di trasferirsi nella costellazione Gaia, chi erediterà le redini del Movimento 5 Stelle: figli, nipoti, zie? Nemmeno Berlusconi potè tanto: basti pensare che quando si ventilò l’ipotesi che Marina Berlusconi potesse succedere al padre, dalla coalizione di centro- destra si levarono voci più che critiche. Oggi dal conflitto di interessi siamo a un passo dal cadere nella privatizzazione della democrazia.

È, questo, un punto di non ritorno e i figuranti, gli ospiti fissi dei salotti televisivi sanno di non potersi più fermare a riflettere su cosa sia accaduto a loro e al Movimento, e probabilmente non hanno nemmeno gli strumenti per farlo. Voglio essere facile profeta: i Di Maio, i Di Battista, i Toninelli saranno per sempre “politici”, nella declinazione dispregiativa che del termine hanno dato loro stessi, perché dalla visibilità provata, dalla sensazione di riuscire a raggiungere il potere – pure se di facciata – non si torna indietro. Altro che due mandati. Oggi l’unica parola d’ordine rimasta a disposizione del Movimento è che gli altri sono peggio. Accettiamo retoricamente l’argomentazione, ma poi? Chi ha creduto in questo vento nuovo lo ha fatto per sentirsi dire, di fronte a errori, fallimenti e contraddizioni che “gli altri sono peggio”? Lo si sapeva già. E oltre questo? Cosa rimane, qual è l’orizzonte politico?

In queste ore il Movimento è riunito a Rimini per festeggiare la partenza della campagna per le politiche dell’anno prossimo. Io vedo invece la formalizzazione del fallimento di tutte le premesse. Da domani il Movimento non avrà più un portavoce, ma un leader. Un capo che rimarrà comunque solo un figurante, incapace sul piano politico e culturale di opporre alcunché al dominio del dedalo di associazioni e di srl che peraltro non hanno neanche lontanamente intenzione di rinunciare ai loro altri clienti e che cambiano le regole a loro capriccio chiedendo atti di fede. Perché solo un atto di fede può far digerire in Sicilia (proprio in Sicilia!), dopo anni in cui si è professato il rispetto di legalità e magistratura, una candidatura che un tribunale ha dichiarato illegittima. Gli altri saranno peggio, ma il Movimento dimostra di seguirne i passi con disinvoltura coprendosi, peraltro, di ridicolo perché il pasticcio siciliano è conseguenza della necessità di far credere che le decisioni nel Movimento siano sempre prese dal basso. E intanto, Silvio Berlusconi … “. (Roberto Saviano, La Repubblica).

2 ANNI FA

2015 – 09 – 24

Dice il Papa: “È tempo di uscire, senza nascondersi. Di parlare, senza paura, tutti uniti.”

BIRRA CON GLI AMICI – I

2017 – 09 – 24   S. Lupo da Lione

Uscivo con gli amici del liceo, sezione C al Plinio Seniore, appena potevo. In quattro: io, Stefano, S, Claudio, C e Massimo, MF.

S proponeva un serata due giorni fa. Quello che segue è lo scambio epistolare. Purtroppo sono costretto a mascherare l’eloquio, a volte non consono.

S – F mi diceva che hanno aperto una birreria sotto casa sua.. Ha detto che se ci andiamo, in cambio del disagio arrecatoci, ci offre la cena e un * bip * . Mò per la cena non sono troppo sicuro che l’abbia detto, ma per il * bip *non ho dubbi. Nxt wk?  Chippintach

C – Per me la cena ok e posso finanziarla. Per Il * bip * passo.

F –  Io declino e vengo sotto casa vostra !!!!

C – E bravo il nostro latinista ! Faceteme sapè luogo ed ora.

MF –  Ahime ! Lo sapevo che angaly (soprannome di F utilizzato da MF, ndr) dice cazzate e non mantiene le promesse, peccato ci avevo fatto la ………(non posso dire bocca per non VENIRE male interpretato), diciamo mente. Well , io domani mattina parto alle 04:00 per recarmi a Madrid visto che mia figlia prende ‘sta magistrale in neuroscienze. Rimarremo fino a mercoledì, quindi da  giovedì sarò disponibile. Vostro x ever.

F – Auguroni e Complimenti. Ti attendiamo certo. Tosti. Bacioni, prima alla figlia 🙂

F – … comunque, fin da giovedì 28, da oggi a una settimana, è sempre ok.

MF – Saludos a tuttos Los checcas. Fatemos saperes.

F – Maricón, hasta luego !

C – Olé

F – 🙂 🙂 🙂

F – E dopo cena film prima fila Sky, il Contabile (2016), d’azione, con Ben Afflek. Fighissimo. S, stabilità la data, dillo anche a L. E pls portate qualcosa per il dopo birra. Baci :-*

C – Sembra un sonetto di Ungaretti  🙂 🙂

C – Qui il trailer.

S – …* bip * … ma perchè è così difficile capirvi ? Ce voleva pure lo spagnolo? Perché non è che ve la cavate tanto bene con l’ itagliano! Allora quando ce se ve de?

F – Aspettiamo che MF rientri. Nulla avete detto al proposito del trailer !!! La vecchiaia, eh?

C – / Mai, non saprete mai, / come mi scassa / l’uomo che mi si pone accanto, querulo / quando non capisco più … / (parafrasando Ungaretti)

F – Tosta. Questa la devi spiegare. 😦

C – L’indegna imitazione è di Ungaretti

GIORNO PER GIORNO (di Giuseppe Ungaretti)

“Nessuno, mamma, ha mai sofferto tanto …”
E il volto già scomparso
Ma gli occhi ancora vivi
Dal guanciale volgeva alla finestra,
E riempivano passeri la stanza
Verso le briciole dal babbo sparse
Per distrarre il suo bimbo …

Ora potrò baciare solo in sogno
Le fiduciose mani …
E discorro, lavoro,
Sono appena mutato, temo, fumo …
Come si può ch’io regga a tanta notte? …

Mi porteranno gli anni
Chissà quali altri orrori,
Ma ti sentivo accanto,
M’avresti consolato …

Mai, non saprete mai come m’illumina
L’ombra che mi si pone a lato, timida,
Quando non spero più …

Ora dov'è, dov'è l’ingenua voce
Che in corsa risuonando per le stanze
Sollevava dai crucci un uomo stanco?
La terra l’ha disfatta, la protegge
Un passato di favola …

Ogni altra voce è un’eco che si spegne
Ora che una mi chiama
Dalle vette immortali.

In cielo cerco il tuo felice volto,
Ed i miei occhi in me null'altro vedano
Quando anch'essi vorrà chiudere Iddio …

E t’amo, t’amo, ed è continuo schianto! …

Sono tornato ai colli, ai pini amati
E del ritmo dell’aria il patrio accento
Che non riudrò con te,
Mi spezza ad ogni soffio …

Non più furori reca a me l’estate,
Né primavera i suoi presentimenti;
Puoi declinare, autunno,
Con le tue stolte glorie:
Per uno spoglio desiderio, inverno
Distende la stagione più clemente! …
C –  … da me devastata in pochi minuti. Ora che l’hai letta potrai meglio capire…..ma togli un po’ di pathos all’ ermeticità! 😛

MF – … cioè, vordì, che me state a rovina anca la cena nel risto’ +vecchio conosciuto (Botin, Calle de Cuchilleros 17,  Madrid. Anno 1725). Debbo dire che il servito sembra +fresco

STANZE D’UFFICIO – VI – IL PRESIDENTE

2017 – 09 – 25  San Cleofa, Discepolo di Gesù 

Combinazione oggi, lunedì,  passerà in rassegna il Presidente, GA. Qualora domandasse:

GA – Come vi trovate nelle nuove stanze.

F – Bene, anche se purtroppo ci sono state, a mio avviso, delle incoerenze nella distribuzione degli spazi.

GA – Che genere di incoerenze?

F- 3 persone dove ne stanno 2, 2 dove ne stavano 3. Senza una ragione.

….

F – Avrei saputo fare meglio.

In realtà non è andata così, fortunatamente. Ho avuto modo però di far valere il lavoro di gruppo.

F . … e teniamo anche conto che questo progetto, MAKSWELL, vede la presenza di altri Istituti di Statistica, olandese, tedesco, ungherese, e noi siamo i leader. E’ una bella soddisfazione.

STANZE D’ UFFICIO – VII – NELLA TANA DEL LUPO

2017 – 09 – 26   Santi Cosma e Damiano, sec. III-IV

Marchesa del Grillo – Cavaliere Nero 1 – 0

La tattica Win-Win non ha funzionato. Permarrà lo status quo.

M – …. quindi, a) …

F – …

 

TERRORISMO

2017 – 09 – 30

Perché l’Italia non ha ancora subito il terrorismo islamista, The Economist

L’immagine è quella di un giovane con la schiena rivolta, che afferra un grande coltello. Accanto a lui in caratteri maiuscolo di marmo le parole in italiano “Devi combatterli”.
Il fotomontaggio, diffuso alla fine di agosto su Telegram, l’app di comunicazione preferita dallo Stato islamico (IS), è un brusco incitamento ai “lupi solitari” ad uccidere gli italiani. È stato riprodotto sul sito di Site Intelligence Group, che controlla le comunicazioni jihadiste, alcuni giorni dopo un video diffuso di guerriglieri mascherati affiliati all’ ISIS nelle Filippine, che smantellano una chiesa cattolica e strappano un’immagine di Papa Francesco.
“Tu. Kafir [infedele]. Ricorda questo “, dice una figura mascherata, agitando il dito verso la telecamera. “Saremo a Roma, se Dio vuole, inshallah.” La sua minaccia, da 10.000 km di distanza, può sembrare forzata. Ma certo non l’attrazione dei jihadisti ad un attacco alla sede della cristianità occidentale. Quindi è notevole che l’Italia non abbia dovuto sperimentare un singolo attacco mortale jihadista a differenza di Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna, che sono tutti stati messi nel mirino, anche perché sovvertono la tesi di un legame tra l’immigrazione clandestina e terrorismo (considerato che nella prima metà del 2017, l’Italia rappresentava l’82% degli arrivi non autorizzati in Europa).

La spiegazione più variopinta per l’eccezione italiana è che le mafie italiane hanno scoraggiato silenziosamente i jihadisti dal guadagnarsi un appiglio. Il difetto di questa tesi, dice Arturo Varvelli dell’Istituto di Studi Internazionali Politici Internazionali di Milano, un think-tank, è che i mafiosi italiani esercitano un maggior controllo nel sud, mentre una grande maggioranza dei suoi musulmani vive nel nord.

“In una certa misura, è la mafia”, dice un funzionario di vigilanza senior. “Ma non nel senso che la maggior parte delle persone vuole intendere”. La lotta contro dei criminali formidabilmente organizzati come in Italia ha dato alla polizia una ricchezza di esperienza nel monitorare gruppi fortemente organizzati. E’ stata rafforzata dalla campagna per sconfiggere i terroristi di sinistra e di destra che avevano fatto il caos in Italia negli anni ’70 e ’80. La criminalità organizzata e il terrorismo hanno anche incoraggiato i giudici ad assumere un atteggiamento più disponibile rispetto ad altri paesi europei per l’emissione di autorizzazioni per intercettazioni e in particolare alla sorveglianza elettronica delle conversazioni dei sospetti. La storia recente dell’Italia può anche spiegare il suo approccio alla linea dura verso l’ apologia di terrorismo.

Il 24 settembre, quando un Boeing 737 si allontanò dall’aeroporto di Bologna destinato a Tirana, capitale dell’Albania, portava a bordo la 209a persona ad essere espulsa dall’Italia dall’inizio del 2015 per motivi di “estremismo religioso”. Il musulmano di 22 anni era stato liberato dal carcere un giorno prima, dopo essere stato arrestato per aver cercato di persuadere i fedeli a non entrare in una chiesa. Era stato sotto costante controllo della polizia fin da quando fu arrestato nel 2016.

Ma, come le stesse forze dell’ordine italiane ammettono, hanno meno sospetti da monitorare rispetto ai loro omologhi francesi e britannici, e questo è solo in parte perché numerosi sono stati deportati. Il numero di combattenti stranieri, “foreign-fighters” di ogni paese europeo che da un contributo alla radicalizzazione è superiore. Uno studio per l’Ufficio Nazionale Americano di Ricerca Economica, che utilizza dati dal 2014-15, ha individuato solo 87 combattenti stranieri dall’Italia, contro i 760 dalla Gran Bretagna e forse i 2.500 dalla Francia (tutti e tre i paesi hanno popolazioni simili). Questo, sostiene il signor Varvelli, è per due motivi. In primo luogo, alcuni immigrati musulmani italiani appartengono alla seconda generazione, il più sensibile alla radicalizzazione (lo 0,3% dei residenti italiani sono immigrati di seconda generazione di origine extracomunitaria, contro il 3% in Gran Bretagna e il 3,9% in Francia). In secondo luogo, l’Italia non ha ghetti musulmani come le banlieues francesi.
Michele Groppi, che insegna all’Accademia di Difesa del Regno Unito, fa notare un terzo fattore importante: prove che suggeriscono che, mentre Al-Qaeda era la forza dominante nel mondo jihadista, fu usata l’Italia come base logistica in Europa. “Questo è ciò che ci ha tenuti al sicuro; hanno bisogno di noi”, dice. La situazione è cambiata in quanto diversi jihadisti che hanno recentemente raggiunto notorietà hanno avuto collegamenti con l’Italia. Tra di essi è Youssef Zaghba, un italiano marocchino e uno dei tre terroristi che hanno usato un camion e alcuni coltelli per uccidere otto persone intorno a Londra Bridge il 3 giugno. Groppi si preoccupa che se la Libia fosse il prossimo teatro dell’insurrezione jihadista, l’Italia e il Vaticano potrebbero diventare obiettivi primari.

https://www.economist.com/news/europe/21729775-unlike-other-european-countries-italy-has-avoided-jihadist-outrages-why-italy-has-not-yet

Let me add: Italy has a very long history of friendship with arabic 
Countries, at political and intelligence levels.

 

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